
Lo strano bilancio semestrale di Captain Collector
È stato davvero un semestre del tutto particolare quello che ci lasciamo alle spalle. Giugno si chiude e ci troviamo sulla timida strada verso un'estate diversa da quelle degli ultimi anni. Naturalmente tutto è segnato dall'onnipresente virus. Le persone con la mascherina per strada sono diventate una cosa di tutti i giorni.
Sembrava tutto completamente diverso
Ma riavvolgiamo un po' il nastro e guardiamo l'inizio dell'anno. Allora sembrava ancora tutto a posto, ed ero fermamente convinto che l'anno cinese del Topo (sono nato nel 1960, anno del Topo) sarebbe stato il mio anno. Un pensiero un po' ingenuo, ma era così.
Già a febbraio, quando abbiamo inaugurato la nostra Amazing Comicshow nella Galerie 111, si vedevano nuvole scure all'orizzonte. Per fortuna siamo riusciti a concludere con successo la Comicshow prima che arrivasse il lockdown e chiudesse ermeticamente il nostro negozio per quasi due mesi. Ora si trattava di spostare nel negozio online la maggior parte possibile del fatturato.
Superadaptoid Captain Collector
In concreto per me significava mettere in elenco praticamente ogni giorno nuovi fumetti, figure e altri articoli, per avere un'offerta il più ampia possibile. E in effetti il fatturato del negozio online è salito nettamente rispetto ai mesi precedenti, ma non a un livello tale da potermi permettere di chiudere tranquillamente il negozio. Così bene il commercio online non andava neanche.
Comunque è stato interessante osservare come cambiavano le abitudini d'acquisto, perché non si poteva più fare acquisti di persona. I settori Trading Card di mio figlio, Yu-Gi-Oh! e Pokémon, in compenso sono letteralmente esplosi. A volte pensavo che l'apocalisse zombie fosse finalmente arrivata e che tutti volessero fare scorta di Trading Cards il più in fretta possibile. Non si sa mai …
Devo confessare che, nonostante tutto, sono stato contento quando a metà maggio ho potuto riaprire il negozio. Nelle settimane del lockdown ho rivoltato Amazing da cima a fondo, ho fatto pulizia del vecchio, creato nuovo spazio, pulito e risistemato le vetrine e rimesso a nuovo il negozio.

Il dopo
A quel punto ero curioso di vedere come fossero cambiate le abitudini d'acquisto dei miei clienti, sempre che fossero cambiate. E in effetti parecchie cose erano cambiate. Le vendite online sono un po' calate, ma non più al livello di prima del lockdown. In compenso nel negozio sono comparsi nuovi clienti che in parte hanno comprato cose che da mesi (anni!) restavano invendute sugli scaffali. Interessante. Perché? Non lo so.
I clienti abituali sono rimasti naturalmente clienti abituali, lì non era cambiato niente. Semmai abbiamo guadagnato nuovi clienti abituali. Un altro fattore degno di nota è l'impatto dei miei articoli sul blog. Ricevo sempre più richieste di stime di fumetti, e anche i corsi (Comic Grading) sono richiesti. A quanto pare molti hanno approfittato del lockdown per curiosare in internet e anche per leggere qualche articolo di Captain Collector.
E non è finita
A metà giugno ho poi avuto un brutto incidente, quando senza preavviso l'organo dell'equilibrio nel mio orecchio interno destro ha smesso di funzionare. A causa delle continue vertigini e della nausea che ne derivava non ero in grado di fare nemmeno le cose più semplici. Mia moglie mi ha sostituito in negozio per un'intera settimana.
Una breve visita in ospedale ha infine identificato come colpevole un nervo infiammato, e una mazzata chimica ad alto dosaggio ha portato sollievo nel giro di pochi giorni e infine la guarigione. Tutto è bene quel che finisce bene. La causa? Nessuna idea, può essere stato qualsiasi cosa.
Tutto sommato, quindi, non è stato un brutto 1º semestre 2020. Non è stato come me l'ero immaginato all'inizio dell'anno, ma è andata bene così. Se tutto fosse prevedibile, la vita sarebbe probabilmente noiosa e fiacca. Intanto guardo già al 2º semestre pieno di curiosità e voglia di fare, e sono curioso di vedere cosa mi riserva. Bring it on, life! Captain Collector is ready!
Non importa quanto tu stia male, immagina sempre che prima o poi si tocca il fondo. E poi non c'è alternativa: si può solo risalire. Sono un ottimista realista, che ci vuoi fare.












